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La crisi della medicina e la dittatura del numero scientifico

In questo video ci interroghiamo sul ruolo del medico nella società moderna, degradato a semplice esecutore di protocolli in osservanza alla dittatura del numero scientifico, al pensiero unico di una scienza, o meglio di un pensiero scientista, che si sta trasformando in una forma di religione a scapito dell’individualità del malato e della sua complessità.
La medicina pur rientrando nelle scienze naturali deve confrontarsi con gradi di complessità sempre maggiori propri dell’essere umano.

La medicina non è una scienza normale per cui il paradigma di Kuhn
andrebbe ridefinito per la medicina.

La teoria dell’EBM, cioè della Medicina Basata sull’Evidenza, ha portato a una illusione della perfezione, al ritorno a verità assolute e granitiche.
Nel confronto con l’umano il medico deve necessariamente accettare la sfida della complessità.
Purtroppo l’istituzione del Sistema Nazionale delle Linee Guida (SNLG) determinato dalla legge Gelli ha drasticamente ridotto gli spazi di autonomia e di libera scelta da parte del medico.
Si è venuto così ad affermare il predominio assoluto e pericolosissimo della cosiddetta “medicina difensiva” secondo la quale il medico di fronte a diverse possibilità terapeutiche, deve sempre preferire non quella potenzialmente più utile per il malato, ma quella che meglio possa tutelarlo.

I protocolli possono al più fornire un indirizzo, ma ogni medico dovrebbe poi curare, cioè prendersi cura del paziente in piena scienza e coscienza, assumendosi in prima persona la responsabilità che ne deriva.

La relazione è l’unico modo di conoscere il malato e il suo modo di reagire alla sua malattia.

Conoscere la malattia non è la stessa cosa di conoscere un malato: Siamo di fronte a gradi di complessità diversa.
La scienza ha dunque l’obbligo di scendere dall’altare sacro e di adeguarsi.
Di quanto sia fallace la scienza lo abbiamo visto con le infinite contraddizioni che abbiamo ascoltato in questi due anni di pandemia.
Non parliamo poi della campagna mediatica di terrore a senso unico portata avanti dagli organi di informazione e dal protagonismo degli scienziati (mi chiedo è mai esistita una laurea o una specializzazione in “Scienziologia”?) che hanno fatto dilagare una psicopandemia e una sindemia.
La pandemia come tutte le precedenti si attenuerà e probabilmente si trasformerà in endemia, ma i disturbi psicologici e post traumatici da stress rimarranno nella popolazione come cicatrici indelebili per tutta la vita.
Di questo una comunicazione attenta si sarebbe dovuta assumere le responsabilità.
Si è creato un clima di terrore che ha portato alla corsa al vaccino anche degli adolescenti. Questo è veramente una vergogna da condannare, si sprecano vaccini per categorie non a rischio privando quelle a rischio in tutto il mondo delle dosi necessarie. Ammesso che questi vaccini funzionino e non siano dannosi nel tempo (non dimentichiamo che si tratta di una sperimentazione su scala planetaria che si concluderà a dicembre 2023 vedi documento AIFA e non solo), per uscire dalla pandemia occorre vaccinare tutti i soggetti a rischio non solo in Italia o in Europa, ma su tutto il pianeta. A che serve vaccinare tutta una nazione se poi il virus con più varianti può arrivare da altri continenti? Siamo di fronte a una scienza con i paraocchi spinta da interessi economici e politici.

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MEDICINA SINERGICA

a cura di Prof. Osvaldo Sponzilli

Il professor Osvaldo Sponzilli è da più di 35 anni tra i più autorevoli studiosi di Omeopatia, Agopuntura, Auricoloterapia, Medicina Estetica ed Anti Aging, Cromoterapia, Ricerca Clinica in Medicina non Convenzionale, Psicoterapia Emozionale, Ipnosi Regressiva - Past Life Regression Therapy. È il caposcuola a livello mondiale della psicoterapia emozionale REM. Docente universitario di estetica biologica, è stato ed è il medico di personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica italiana; ha al suo attivo più di 100 pubblicazioni.

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a cura di Dott. Giovanni Francesco Di Paolo

Siamo quello che mangiamo, ricette per una sinergia vitale

Il Dott. Giovanni Francesco Di Paolo è esperto in Terapia del Dolore.
Si occupa principalmente di fitoterapia, omeopatia, ayurveda, ozonoterapia, trattamento del dolore e micronutrizione.
Fondatore dell’Associazione Italiana Ricerche in Microkinesiterapia è Direttore dell’Integrative Medicine Center (Ozone Therapy Acupuncture, Psychotherapy and Anti-Aging Medicine). Responsabile per le Medicine non Convenzionali del “Regenera Research Group” e del “Research Institute in Anti Aging Medicine”.
È Docente di Medicina Ayurvedica al Master di Medicine Naturali ​dell'Università "Tor Vergata" e Docente di Fitoterapia e Micoterapia al Master di Medicina Estetica ​dell'Università "LUMSA" di Roma.

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"Se la Medicina è intesa come un complesso di atteggiamenti e di studi atti alla conoscenza e alla comprensione dei meccanismi patogenetici delle malattie e come Arte della cura e della guarigione, ogni tecnica terapeutica che è volta a tale comprensione va accettata e sviluppata. Non esistono, quindi, più Medicine (ufficiale, alternativa,...) ma un'unica e sola Scienza atta a conoscere e studiare tutti i meccanismi che conducono ad una malattia e di conseguenza ad una cura o ad una guarigione".

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