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Le donne corrono

Le donne sanno cosa significa appartenere al genere femminile. E ogni anno, l’8 Marzo, le istituzioni concedono uno spazio per discutere della Giornata Internazionale della Donna.

Arrivano dati sulle donne. Post, video, citazioni, articoli.

Sono almeno venti anni che da giornalista ascolto sempre le stesse cose, i dati si alternano, ma in linea di massima i temi centrali sono sempre emancipazione e uguaglianza.

Emancipazione e Uguaglianza da chi e rispetto a cosa?

La prima scultura di forma umana che si conosca fu realizzata 35 mila anni fa. È un pendaglio di avorio di mammut, lungo appena 6 centimetri, ritrovato nella grotta di Hohle Fels, in Germania. La statuina scoperta nel 2008 rappresenta una donna grassa, con seni spropositati, natiche grandi e sporgenti e una vulva accentuata. Era con tutta probabilità una divinità femminile, da portare al collo.

Se a quei tempi la divinità principale era femmina, il ruolo delle donne doveva essere importante, non inferiore a quello dei maschi. Anzi, per tutto il Paleolitico, specialmente 25 mila o 20 mila anni fa, le cosiddette Veneri, statuine ritrovate in Europa e Asia, hanno rimarcato il concetto del “dio femmina”.

Già lo storico Johann Jacob Bachofen (1815-1887) aveva lanciato l’idea di un passato matriarcale dell’umanità. Sosteneva che alcuni miti greci, da quello delle Amazzoni alla storia di Medusa, non erano il frutto di problemi psicologici con l’altro sesso, ma il ricordo di conflitti sociali veri, che poi portarono al patriarcato, cioè al dominio del maschio sulla femmina. Insomma, Perseo che uccide Medusa elimina una antica matriarca, dipinta poi come mostro nel racconto mitico. Bachofen riteneva che la società patriarcale avesse vinto quando gli uomini si impossessarono del potere religioso riservato alle donne.

Le donne sono state sempre emancipate. Ma questo ormai lo sappiamo, come sappiamo che il concetto del sesso debole è un’invenzione del tutto maschile.

Allora perché si ostinano a parlare del raggiungimento dell’Uguaglianza con gli uomini?

Non esiste l’essere uguali. Le donne e gli uomini sono esseri umani diversi e unici per nascita. E questo rende la vita femminile e maschile diversa, unita da una missione uguale: Generare vita e amore. Lo comprendono anche gli uomini, consapevoli, che vivono con le donne una vita felice.

Viviamo secondo le nostre regole naturali

“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate”

Chi ha letto il capolavoro “Donne che corrono coi lupi”, di Clarissa Pinkola Estés, definito anche Libro culto che ha cambiato la vita di milioni di donne, ha sicuramente avviato negli anni un reset mentale e ha sradicato gli archetipi  imposti dalla società per secoli. Probabilmente ha raggiunto quello stato di consapevolezza, che già avevano le nostre antenate 35 mila anni fa.

Eppure le donne corrono ogni giorno, e in tutto il mondo. Lo fanno per i figli, per i genitori, per gli uomini e per le donne. Corrono in tempo di pace e durante le guerre. Corrono per scappare da aguzzini e per salvare le famiglie. Corrono anche mentre i rappresentanti delle istituzioni pubbliche e politiche parlano di loro, solo l’8 marzo, come risorsa poco valorizzata.

Ricorriamo alla nostra straordinaria e innegabile intuizione intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, per generare i miracoli di vita e allevare un mondo bello, sacro, anche e soprattutto mentre tutto si orienta verso la distruzione. 

 

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Francesca Poddesu è  Co-Fondatrice di Sinergie Vitali. Giornalistica specializzata in benessere e ambiente

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