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Lo Psichismo in Omeopatia

L’errore grossolano della medicina classica, come già sottolineava il noto psichiatra Paolo Pancheri nel secolo scorso è di “curare un uomo senza testa”, mentre la psichiatria e la psicologia, dal canto loro, guardano eminentemente ad “un uomo senza corpo”.

Il progresso impressionante delle metodiche diagnostiche e terapeutiche della medicina negli ultimi trenta anni, ha sempre più allontanato il medico dalle dinamiche psichiche, cosicché sempre più raramente indaga sulla storia umana, culturale e sociale del paziente, concentrato com’è sulle indagini biochimiche e strumentali e sui protocolli di cura. L’essere umano nella sua complessità ancora oggi resta sostanzialmente fuori dall’indagine; quello che conta è l’organo malato o l’eventuale inquadramento diagnostico.

Eppure la medicina classica finge di ignorare le ricerche sul sistema PNEI o psiconeuroendocrinoimmunologia, forse perché è troppo complesso considerare un corpo legato ad una mente in continuo interscambio dinamico.

E la medicina omeopatica?

La medicina omeopatica invece da più di due secoli prende in considerazione l’essere umano in tutte le sue sfaccettature somato-psichiche, studiando la reattività di terreno. È questo uno dei motivi fondamentali per cui risulta vincente rispetto all’allopatia. Il paziente ha bisogno di essere ascoltato, non può sopportare che lo si invii da uno specialista all’altro senza arrivare a una diagnosi che abbracci tutta la sofferenza. Si è mai interrogato un medico allopatico di come il suo paziente viva il tempo?

Il nostro cervello

Il nostro cervello divide il mondo esterno in tanti fusi orari diversi: le ricerche dimostrano che la durata degli stimoli visivi non è cronometrata da un singolo orologio centrale del cervello, come si riteneva sino a ora, ma da tanti orologi indipendenti che si occupano ognuno di un singolo stimolo e di una specifica zona dello spazio. Differenti anche le aree del cervello coinvolte: il senso dello scorrere del tempo appare infatti frutto di un meccanismo diffuso in tutta la corteccia sensoriale e non in una singola area. Tanti orologi diversi, tarati su ‘‘fusi differenti’’, che possono dilatare o comprimere la misura del tempo secondo le proprie necessità.

Ecco come noi omeopati valutiamo la percezione del tempo e la cataloghiamo in specifici quadri di personalità corrispondenti ad altrettanti rimedi.

Alcune persone hanno la sensazione che il tempo passi troppo velocemente e per questo non riescono a fare tutte le cose; vorrebbero aver terminato non appena cominciano. Sono precipitose, inquiete, ansiose con impulso irresistibile a camminare frettolosamente. Davanti al medico questo soggetto espone il suo caso ancora prima che si sia fatto in tempo a chiedergli il nome, ed in genere negli esami agli esami orali vuole essere interrogato per primo. Su questa personalità si possono sviluppare varie patologie e squilibri: possibili cefalee che migliorano stringendo fortemente la testa, infiammazioni degli occhi che migliorano col freddo, tosse nervosa, palpitazioni, eruttazioni abbondanti e sonore, possibili ulcere duodenali o gastriche, diarree emotive, urinazioni urgenti su base nervosa, eiaculazione precoce, tremori delle mani e debolezza delle gambe e ancora vertigini, crisi convulsive, epilessia. Sono persone che peggiorano con ogni contrarietà, di notte e con cibi che contengano zucchero. Ho voluto sommariamente tracciare il quadro psichico e fisico di questo soggetto che in omeopatia si identifica con Argentum nitricum per far riflettere su quanto sia importante la integrazione tra sintomi fisici e psichici e viceversa.
In un altro personoide [1] omeopatico la percezione del tempo è di rapidità: il rimedio perfetto è Cocculus. Ha un carattere incline alla tristezza ed al contempo all’irritabilità, non può sopportare il minimo rumore, la minima contraddizione, la minima scossa, il minimo movimento. Sintomi associati: mal di mare, corea, paralisi, emiplegia, vertigini, emicranie, reumatismo, dismenorrea.

 

Quando il tempo passa troppo lentamente, e la reazione è l’essere precipitoso in tutto, siamo vicini al quadro di Medorrhinum. Questi giustifica l’atteggiamento in quanto è come se si avesse paura di fermarsi. In questa corsa sulla linea del tempo ci si può sentire affannati. Il personoide è agitato, precipitoso, sempre intento a fare qualcosa. Sintomi associati: peggiora il suo stato psicologico se pensa ai suoi malanni. Emozionalmente sta meglio di notte che di giorno. Anche nel soggetto che si identifica in Cannabis Indica il tempo passa troppo lentamente. Tutto sembra dilatarsi: il passare dei minuti viene percepito come dei secoli, così come pochi metri sembrano chilometri.

Paura della morte

Voglio descrivere un altro sintomo psichico importante: la paura della morte. Due sono i rimedi: in Aconitum si manifesta con forte agitazione ansiosa. Se si è colti da stato febbrile l’agitazione si fa estrema, il soggetto si getta da una parte all’altra del letto, afferma di essere perso e predice persino l’ora della propria morte, ma chiama a soccorso il medico. Si lamenta di dolori intollerabili e vuole essere alleviato. L’altro è Arsenicum album: qui l’agitazione fisica e mentale peggiora dall’una alle tre del mattino. La paura della morte sopravviene bruscamente quando si è soli, si crede di essere persi, di essere incurabili e si rifiutano ostinatamente i farmaci. Quando sono ammalati a letto cambiano posto continuamente nonostante la grande debolezza e, se troppo deboli per muoversi domandano, a ogni istante, di essere spostati nel letto.

Altri sintomi psichici

I sintomi psichici sono fondamentali in omeopatia, come la perdita di memoria, il fastidio ad essere toccati, lo sdoppiamento di personalità, i traumi di separazione, la claustrofobia, l’agorafobia e molti altri.
Come si vede l’omeopatia considera sintomi psichici dei comportamenti e degli atteggiamenti psicologici ed emotivi molto diversi rispetto alla psichiatria che invece suddivide la patologia mentale in categorie ben distinte nel DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) che subisce aggiornamenti periodici.

La prescrizione del rimedio deve trovare sempre la contemporaneità dei sintomi fisici e reazionali alla malattia con la personalità e i sintomi psichici di fondo. Questo fa dell’omeopatia una medicina della persona a 360 gradi.

Note 

  1. Col termine Personoide ci si riferisce all’identità che spesso connette un rimedio omeopatico a una personalità umana, per cui non è raro che l’omeopata apostrofi una persona come Pulsatilla, Lycopodium, Sulphur, ecc. semplicemente perché i suoi sintomi somato-psichici corrispondono a quel rimedio

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MEDICINA SINERGICA

a cura di Prof. Osvaldo Sponzilli

Il professor Osvaldo Sponzilli è da più di 35 anni tra i più autorevoli studiosi di Omeopatia, Agopuntura, Auricoloterapia, Medicina Estetica ed Anti Aging, Cromoterapia, Ricerca Clinica in Medicina non Convenzionale, Psicoterapia Emozionale, Ipnosi Regressiva - Past Life Regression Therapy. È il caposcuola a livello mondiale della psicoterapia emozionale REM. Docente universitario di estetica biologica, è stato ed è il medico di personaggi della cultura, dello spettacolo e della politica italiana; ha al suo attivo più di 100 pubblicazioni.

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a cura di Dott. Giovanni Francesco Di Paolo

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Il Dott. Giovanni Francesco Di Paolo è esperto in Terapia del Dolore.
Si occupa principalmente di fitoterapia, omeopatia, ayurveda, ozonoterapia, trattamento del dolore e micronutrizione.
Fondatore dell’Associazione Italiana Ricerche in Microkinesiterapia è Direttore dell’Integrative Medicine Center (Ozone Therapy Acupuncture, Psychotherapy and Anti-Aging Medicine). Responsabile per le Medicine non Convenzionali del “Regenera Research Group” e del “Research Institute in Anti Aging Medicine”.
È Docente di Medicina Ayurvedica al Master di Medicine Naturali ​dell'Università "Tor Vergata" e Docente di Fitoterapia e Micoterapia al Master di Medicina Estetica ​dell'Università "LUMSA" di Roma.

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